dalla tuta al jigeiko in 5 atti
atto quinto: il jigeiko
Ora faccio kendo per davvero, sempre male è chiaro, ma forse sempre un pochino meglio e, ad ogni modo, ho raggiunto il gradino più alto che si può raggiungere in allenamento. Tutti gli esercizi trovano senso qui, nel jigeiko. Per farla breve il jigeiko è il combattimento. Il combattimento vero e proprio, il combattimento libero, il momento in cui non esistono più forme prestabilite, coreografie o esercizi in cui tu fai una cosa e l'altro te la lascia fare e poi lui farà una cosa che tu sai già esattamente cos'è e, a tua volta gliela lasci fare... NO. Qui si combatte sul serio. é questa, credo, la più grande differenza con le altre arti marziali che prevedono l'uso di armi. Nelle altre arti infatti, l'arma è sempre usata in un contesto di esecuzione di figure prefissate da solo o SIMULAZIONE di combattimento con un compagno. Qui no. Qui non si simula proprio un bel niente. Qui si combatte proprio per davvero. Oddio, forse i compagni più anziani non fanno ancora sul serio con me, me ne rendo conto è ovvio, immagino che non avrei il tempo di provare nemmeno un attacco se loro facessero sul serio... però a tratti sento che sto combattendo per davvero, sento che il compagno sta combattendo per davvero, sento anche male per davvero, tanto per ricordarmi che è un combattimento vero ...sì, infatti le botte forti sul men si sentono eccome, vaffanculo, altro che elmo, non protegge un cazzo secondo me, potevano studiarsi un casco un po' più serio, no? però non so probabilmente è voluta anche questa cosa, servirà a farti capire che stai combattendo per la vita, sì infatti il kendo è una simulazione di combattimento tra samurai, e quando i samurai combattevano per davvero uno dei 2 moriva sempre, qui al massimo ti fa un po male la testa, che non è morire ok, ma probabilmente serve almeno a darti un minimo l'idea di realtà... voglio dire se non sentissi proprio niente di niente magari perderesti anche l'idea del combattimento vero... e in fondo mi sembra che in questa disciplina nulla di nulla è lasciato al caso e quindi probabilmente è voluta anche questa cosa del men che non protegge più di tanto............... o forse è il mio men che fa schifo...... non lo so... comunque son già tornato anche con dei bei lividoni sulle braccia, laddove devo aver sbagliato a ricevere il colpo sul coté e anche con un graffio sul collo, laddove il compagno ha sbagliato mira nel farmi tsuki e la shinai mi è entrata tra il paragola e l'ala del men... sono ferite che son poi fiero di mostrare alla moglie comunque.
Ogni volta, ogni lezione, ogni jigeiko cerco di migliorarmi un pochino e spostando l'attenzione sull'aspetto un po' più prettamente fisico mi sono accorto di una cosa e devo fare una considerazione. Mentre all'inizio cercavo più un aspetto spirituale ora mi rendo conto che in questo particolare momento è più l'aspetto fisico del guerriero che mi esalta. E mentre il kendo dovrebbe essere una disciplina che migliora l'essere umano nella sua totalità e quindi anche a un livello spirituale, che ti rende una persona migliore e non un combattente (vedi prossimo post per approfondimento), io mi rendo conto che, per il momento, non è quello che a me interessa. L'unica cosa che mi interessa per il momento sono le sensazioni di liberazione che provo nel jigeiko. Quando ho finito infatti, sono stanchissimo e distrutto dalla fatica (e prima di andare ad allenamento so già che sarà massacrante e infatti a volte c'ho quasi i dubbi se andarci o meno) ma sono libero. Sono LIBERO. Libero da ogni stress e da ogni pensiero. So che se ho avuto per caso una giornata di merda per il lavoro o per un qualsiasi motivo X, dopo il jigeiko ne sarò libero, dopo il jigeiko avrò sfogato tutto lo stress di cui siamo vittime quotidiane, avrò vinto lo stress, avrò sfogato tutto e sarò libero. E scusate se è poco...
So che qualche veterano potrebbe opinare che il kendo non è questo, che il kendo è molto di più, ma per il momento per me, questo è il mio kendo e, per il momento, va bene così.
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