lunedì 1 ottobre 2012

33 anni, una famiglia bellissima, un lavoro d'ufficio e un mutuo da pagare, le solite cose. mai fatto sport seriamente in vita mia, e meno che mai con costanza e continuità. Tanta poltrona invece, con birra e tv.

ma ora... voglio fare il SAMURAI.

un periodo di stress, una scelta sbagliata, un senso di colpa o di insoddisfazione: ipocondria, mai successo prima in vita mia.
Terminato il periodo, sto di nuovo bene, ma sento di dover ripristinare l'ordine cosmico: voglio fare 2 cose:
una cosa per me (qualcosa che mi faccia bene ma che al tempo stesso sia una sentiero che mi faccia crescere e arricchire),
e una cosa universalmente buona.

quanto alla cosa per me, avevo pensato inizialmente allo yoga, del resto avevo più o meno da sempre la curiosità di provare questa cosa del nirvana raggiunto tramite la respirazione. Sembrava qualcosa di cui potesse beneficiare il mio spirito. Tuttavia mi sembrava incompleto... ho pensato a uno sport, uno sport qualsiasi, perchè potesse beneficiarne il mio corpo... ma era ancora troppo poco: ci voleva un sentiero che potesse arricchire corpo e spirito insieme. E allora ecco l'arte marziale vista come uno sport quindi come un qualcosa che possa portare a fisico e mente i benefici che porta qualunque sport. Ma al tempo stesso l'arte marziale vista come un sentiero spirituale, tutte quelle menate sull'energia dell'universo che canalizzate in una disciplina finiscono per renderti una persona migliore. Mi piace crederci.
Restava da scegliere QUALE arte marziale. Ed è stato più difficile... judo e karate le ho scartate perchè mi sembravano troppo ovvie, troppo classiche, troppo inflazionate. Ho pensato all'aikido o al kung fu (o per meglio dire: wushu)... mi piaceva l'utilizzo di armi tra le altre cose. ma sempre armi non fini a se stesse, piuttosto una proiezione su cui concentrarsi, attraverso cui anche meditare in un certo modo. più di tutte mi piaceva il bastone lungo o corto, il bo e il jo della tradizione giapponese o il gun e il bang di quella cinese, mi faceva pensare alla spada laser a doppia lama di darth maul, ma le scuole dedicate nella mia città davano lezioni in momenti che non mi erano congeniali. e allora ho continuato a interrogare l'oracolo di google finchè mi ha restituito come unico risultato adatto un corso di kendo nei giorni e negli orari che erano perfetti per me. e lo so che può sembrare banale, dopo cotante profonde premesse, scegliere infine il tuo sentiero basandosi sulle ore libere della settimana. Ma non è così. No, perchè in realtà il significato che ci leggo io è un altro. A mio modo di vedere, in pratica, non sono io ad aver scelto il kendo ma è il kendo che ha scelto me. Già, proprio così, il kendo, il sentiero (do) della spada (ken), che prima di google non sapevo nemmeno che cazzo fosse e un attimo dopo era la mia RISPOSTA.
L'incredibile fascino della spada, che più di qualunque altra arma, rappresenta l'emblema dell'anima del guerriero. l'immaginazione che galoppa e vede quella nobile arma in mano al più misterioso dei guerrieri: il samurai! Il guerriero infallibile e spirituale, riflessivo e audace, profondo e possente; un jedi e la sua spada laser! sì, perchè poi una spada somiglia a una spada laser più di quanto un bastone somigli a una spada laser a doppia lama... deciso! sarei stato un jedi! No, anzi, sarei stato un samurai!

Quanto alla cosa universalmente buona, non è stato facile. Non mi veniva in mente niente che potesse essere buono a livello "universale" finchè non ci ho sbattuto il naso contro. In casa di un amico vedo appesa a un muro una medaglia d'oro dell'avis.
-cos'è?- chiedo al mio amico
-te la danno alla 50ma donazione- dice lui
non lo sapevo che donavi il sangue, dico io, e poi attacco a fare domande e lui finisce per raccontare di quella volta che sua madre ha avuto quel problema che insomma stava morendo e gli hanno dovuto fare una trasfusione d'urgenza che gli ha salvato la vita.
-e quel sangue- dice lui -quella sacca che gli hanno dato... era mia. Era il mio sangue-
-come cazzo fai a sapere che era proprio il tuo?-
-Era il mio sangue- dice lui mentre gli occhi guardano verso un punto vuoto del muro come a voler dire "certo che non era proprio il mio, ma che importa?, in un certo senso, simbolicamente se vuoi, era mio, o era anche mio" 
-ho salvato la vita a mia madre- dice ancora mentre gli occhi questa volta gli diventano lucidi -e ad altre 49 mamme per quanto ne so-
Ho cambiato discorso perchè non mi piace vedere le lacrime di un uomo adulto e ho capito 2 cose:
1. quel ragazzo si era guadagnato il paradiso
2. quella era la mia cosa universalmente buona.


Così, se è vero che la spada è l'anima di un samurai, allora io sarò non un samurai che versa il sangue dei suoi nemici con la sua spada, ma un samurai che dona il proprio sangue per salvare la sua anima.

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