lunedì ho fatto la mia prima lezione.
sapevo di essere scoordinato ma non immaginavo fino a questo punto.
non riuscivo a mettere insieme un semplice movimento delle braccia con un semplice movimento delle gambe.
il maestro che mi seguiva, tale D., diceva che era abbastanza normale, dato che sono movimenti, per quanto semplici, abbastanza innaturali. Scopo dell'esercizio sarebbe proprio rendere naturali questi movimenti che tali non sono ma che sono in effetti alla base del kendo.
Tornerò a parlarne, per il momento mi limito ad annotare la mia disastrosa performance.
Fortunatamente D. ha reso comunque interessante il tutto condendo le spiegazioni tecniche di aneddoti filosofici quali il kendo visto come un sentiero di arricchimento e accrescimento interiore; o la reverenza che esprime il maestro giapponese visualizzata come un'impenetrabile bolla di energia; o il rapporto con l'avversario visto non come un combattimento ma come una forma di comunicazione; o la storia del poliziotto di Kyoto che ha fatto kendo per più di 30 anni ed è arrivato a non aver più paura dei colpi di shinai solo quando è arrivato a diventare 8° dan arrivando così a trovare sè stesso; o ancora il sistema di conteggio punti nel kendo tradizionale che si differenzia dal kendo sportivo in quanto quest'ultimo conta punto ogni volta che la shinai tocca uno dei punti permessi -casco, guantoni e armatura- mentre nel kendo tradizionale, perchè sia punto, è necessario che il contatto avvenga tramite shinai, corpo e SPIRITO! ecc. ecc. e tutte queste sono esattamente il genere di cose che mi affascina tanto da mandarmi ai matti.
Se non dovessi tornare per lo sport, tornerei per sentire altre di queste storie.
Durante questa prima lezione devo inoltre annotare una cosa importantissima: il buon L., vecchio amico che pratica questa disciplina da 6 anni senza che io lo sapessi, mi ha dato le sue spade!
Lui non le usa più perchè intanto è passato allo Iaido (di cui magari parlerò più avanti) e quindi usa un'altro tipo di spada (simile a una katana vera anche se senza filo e non in acciaio, per farla breve).
Intanto grazie L.!
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Ed ecco le 2 armi del kendo
spiegate da wikipedia
SHINAI
Lo shinai (giapponese: 竹刀) è una spada usata per fare pratica con il kendo ed usata anche in altri tipi di arte marziale. Il termine shinai deriva da shinai-take (撓い竹) ossia "bambù flessibile" anche se i kanji usati per scriverlo sono quelli di "spada di bambù" (che eccezionalmente possono esser letti anche chikutō).
Nel kendo lo shinai è usato durante l'allenamento e nel combattimento; in questo caso è possibile affrontare un avversario sia con un solo shinai (ittō) tenuto con entrambe la mani, sia con due shinai (nitō), in questo caso si usano shinai di lunghezza differente: uno corto chiamato shōtō ed uno lungo (ma comunque più corto di quello singolo) chiamato daitō.
Nel kendo oltre allo shinai si usa anche una spada di legno chiamata bokken o bokutō riservata solo all'allenamento ed ai kata.
Lo shinai è fatto di bambù e pelle, costituito da quattro stecche non necessariamente provenienti dalla medesima canna ma comunque da piante che abbiano i nodi alla medesima altezza fissate alle due estremità da una guaina (tsuka-gawa) che funge da impugnatura (tsuka) e da un cappuccio (saki-gawa) che funge da punta ; queste due parte sono unite e messe in tensione elastica da una corda (tsuru), solitamente di materiale sintetico, che ha anche la funzione di indicare il dorso della lama. A circa 30cm dalla punta (kensen) si trova un nodo (nakayui) fatto con una striscia di pelle che avvolge tre volte le stecche e lo tsuru e che indica la parte dello shinai preposta a colpire il bersaglio che in giapponese si chiama monouchi. Fanno parte dello shinai altri due elementi non visibili dall'esterno: un "tappino" di gomma (saki-gomu) posto sulla punta e che distanzia le stecche ed una quadratino di metallo (chigiri) che, incastrato in apposite fessure nelle stecche, le mantiene ben unite. Un ulteriore elemento "esterno" allo shinai è l'elsa (tsuba): un anello di plastica o di cuoio che viene infilato nella tsuka e bloccato con un ulteriore anello di gomma o pelle (tsuba-dome).
Oltre allo shinai con stecche di bambù vengono fabbricati altri modelli in fibra di carbonio o altri materiali simili.
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BOKKEN
Bokken (木剣, bok(u), "legno", e ken, "lama") è una riproduzione essenziale della spada giapponese di legno utilizzata nell'allenamento per la spada giapponese. Da non confondere con bokutō, che ha significato simile ma più precisamente indica la spada di legno. Ciò che distingue il termine corretto è l'utilizzo nel bokutō di particolari propri della spada, come la Tsuba e l'Habaki o la Saya (fodero o guaina), che nel bokken non ci sono. Il bokutō è infatti la riproduzione in legno della katana giapponese e ne conserva la forma, la bilanciatura e, nel caso di alcune scuole, anche il peso. Viene utilizzato nel kendo come spada per l'esecuzione dei dieci kata. Ogni scuola antica ha elaborato nel tempo una forma peculiare di bokken o bokutō adattata al proprio stile.
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