So che è quantomeno prematuro cercare un bogu adesso dato che mi hanno detto che dovranno passare dai 4 ai 6 mesi prima che avrò l'onore di indossarlo ma la curiosità mi ha portato a googlare in anticipo. E mi sono reso conto di 2 cose che mi han messo paura:
numero 1, si parla di prezzi allucinanti dove per allucinanti intendo 500 € il primo prezzo + IVA + trasporto, che a casa mia fanno un sacco di soldi (almeno sui siti che ho trovato io)
numero 2, non hai la possibilità di provare in anticipo quello che stai comprando. ho notato che alcuni siti seri offrono un servizio di consulenza di qualche tipo sulla taglia ma comunque non credo sia la stessa cosa di provare direttamente la cosa sul tuo corpo.
E così mi son detto: comincio a darmi un occhio in giro e vedo se trovo qualcosa su ebay, subito o quei siti lì per trovare un seconda mano a pochi soldi. Ho subito la riconferma che il kendo non è che sia molto diffuso in Italia visto che qualunque sia la cosa che cerchi, su ebay e compagnia bella, ne trovi sempre una vastissima scelta, mentre se cerchi il bogu ne trovi 3 in Italia. Ebbene uno di quei 3 mostra una foto del taré col nome della mia città ricamato sopra!!
...Se non è un segno del destino questo qui.....
Chiamo subito l'inserzionista, si chiama D. e scopro che faceva kendo fino all'anno scorso ma ha dovuto smettere perchè si è strappato un muscolo, lo vado a trovare a casa, una bella casetta poco fuori la città con una targa in giapponese sulla facciata principale, si apre la porta e ne esce un omone gigante, di 40 anni passati, molto alto e muscoloso, un gigante davvero, è molto gentile, mi fa provare tutti i pezzi dell'armatura, e la sensazione è allucinante, soprattutto quando metto il men, ti senti un astronauta, le percezioni diventano più ovattate e l'emozione, non lo so perchè, è da subito molto forte. Ad ogni modo mi sta e il prezzo è la metà del primo prezzo di internet senza nè IVA nè trasporto. Compro e faccio un affare mentre le chiacchiere con D. sulla nostra passione comune ci portano piano piano a una maggiore confidenza coi limiti di un rapporto di compravendita di pochi minuti, ma tanto basta perchè lui decida di darmi anche la sua spada, la sua shinai, che io accetto di buon grado. Dice però che non me la può vendere perchè non ha valore, nel senso, evidentemente, che il valore affettivo è talmente superiore a quello economico che non si può esprimere in €uro e farlo equivarrebbe a un gesto quasi dissacrante. Perciò te la regalo, dice e, mentre me la porge, improvvisamente, il gigante buono si commuove e gli occhi gli si velano di commozione davanti al mio sguardo incredulo. E mentre mi regala questa meravigliosa emozione, mentre mi fa promettere che darò "onore" alla sua spada, che la userò e che mi ci divertirò, io capisco che non è uno sport questa cosa in cui mi sono imbarcato ma un vero e proprio viaggio spirituale. Esattamente quello che cercavo.
Questo succedeva sabato, lunedì porto il men a lezione per farlo esaminare al maestro F.. In effetti è quella la parte principale dell'armatura, anche per quel che riguarda la taglia, visto che per il resto, per come l'ho capita io tende ad adattarsi un po' a tutti mentre il casco deve andarti proprio giusto. Il maestro F. dice che mi va giusta e che ho fatto un affare e la cosa mi rende felice. Per quanto riguarda la shinai invece, la mostro al figlio del maestro F, in quanto D. mi aveva anche detto che era stato proprio lui a regalargliela tempo addietro. Ecco che lui riconosce la spada e ricorda con piacere quell'episodio; in un secondo momento esamina la spada e ne nota alcune imperfezioni che ha subito per normale usura del tempo. questa si tramuta in a bella notizia appena mi dice che cosa devo fare per la sua manutenzione così me ne vado con un compito a casa da svolgere sulla mia spada, sulla mia anima, e già immagino emozionato il momento in cui potrò dedicarmi a questo intimo momento di meditazione...
Ne segue una lezione interessante. Intanto ho finalmente fatto mio il concetto di kikentai, che mi aveva spiegato già il maestro D. alla prima lezione ma che io avevo accolto più come una specie di racconto simbolico che come un qualcosa di realmente concreto. in effetti il concetto esprime la "validità" del colpo del kendoka sferrato all'avversario quando esprime i contemporaneamente il ki, il ken e il tai. Il ki è lo spirito e lo spirito viene espresso tramite l'urlo che ti da coraggio, mette paura, racconta la tua personalità e il tuo spirito per l'appunto. Ken, l'abbiamo già detto, è l'anima del samurai, cioè la spada o, in questo caso, lo shinai (non ho ancora capito se è maschile o femminile shinai ma questo è un dettaglio). Tai è il corpo e viene espresso più che altro tramite il battere del piede a terra che mostra l'intenzionalità del movimento d'attacco. Quindi kikentai è colpire nello stesso preciso momento con spirito, anima e corpo che in pratica significa che il colpo della spada sul punto valido dell'avversario deve arrivare nello stesso preciso momento in cui il piede batte a terra e in cui il tuo urlo di guerra riecheggia nel dojo. Ancora una volta a dir poco affascinante... e tuttavia il fatto che abbia fatto orami mio questo concetto in teoria non significa che io l'abbia fatto mio anche in pratica poichè risulta, da fare, molto più difficile di quanto sia da raccontare.
Nel corso della stessa lezione abbiamo imparato (e anche in questo caso "imparato" è una parola grossa) kirikaeshi, uno degli esercizi fondamentali del kendo. Preferisco raccontarlo non con le mie parole ma con un articolo che riporto interamente tra virgolette dopo averlo rubato dal bel sito http://www.hekisuikan.com
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Kirikaeshi (切り返し)
(uchikaeshi)
Questo metodo di pratica è indispensabile sia per i principianti sia per gli esperti perchè promuove un’azione armoniosa dell’intero
corpo, rende flessibile la muscolatura e sviluppa un’agile lavoro delle gambe, accurati attacchi, impugnatura e corretta distanza.
Inoltre accresce la resistenza di braccia e gambe ed aiuta la coordinazione di tutto il corpo. Per le persone esperte le cui tecniche
non sono più efficaci come prima, nulla è di migliore aiuto della pratica del kirikaeshi (uchikaeshi) per migliorare ed ampliare i
movimenti. Il metodo è un’eccellente serie di esercizi di riscaldamento all’inizio o di raffreddamento al termine della pratica.
La ragione della straordinaria efficacia di questo metodo risiede nelle richieste cui assolve. Quando un uomo è forte il più delle volte
fa affidamento solo sulla forza per vincere; quando ha un forte spirito o è tecnicamente eccezionale, egli dipenderà completamente
da uno o l’altro di questi validi fattori escludendo tutti gli altri; questo non è corretto perchè un attacco è veramente valido solo
quando spirito forza ed abilità tecnica agiscono all’unisono. Il kirikaeshi richiede che tutti e tre questi aspetti del Kendo agiscano
nello stesso momento; se uno di essi viene a mancare o non è sufficientemente espresso, il kirikaeshi non riuscirà.
ESECUZIONE da to-ma kakarite avanza di un passo in okuri-ashi, seme, per portarsi in issoku-itto-no-maai, esegue un
ampio caricamento ed attacca sho-men su motodachi che subito dopo aver ricevuto l’attacco indietreggia per
far esaurire l’attacco del compagno, kakarite comincia una serie di yoko-men, quattro avanzando e cinque
indietreggiando, iniziando da hidari-men, dopo l’ultimo yoko-men indietreggia fino a portarsi nuovamente alla
distanza to-ma e ripete ancora l’esercizio, al termine esegue un ultimo sho-men su motodachi che, dopo averlo
ricevuto, si sposterà a destra per far passare kakarite il quale, esaurita la spinta dell’attacco, si girerà mettendosi
immediatamente in guardia pronto per un eventuale attacco da parte del compagno, zanshin.
Punti importanti da osservare:
a. tutti i movimenti devono essere il più ampio possibile
b. i movimenti di tutto il corpo devono accompagnare ogni azione di braccia e piedi. Non spezzare la connessione
mentale con il compagno ed eseguire tutti i movimenti in un’unica serie senza interruzioni.
c. quando caricate siate sicuri di arrivare ben sopra la vostra testa.
d. fare in modo che gli attacchi a sinistra ed a destra abbiano un angolo di circa 45°, iniziate con un attacco a sinistra.
e. finite con un attacco di men frontale dopo aver preso una sufficiente maai. Quindi ripetere l’esercizio.
f. è importante per i principianti che eseguano correttamente con movimenti lenti ed esagerati piuttosto che veloci.
g. terminare sempre la serie con un attacco a sinistra del men.
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Nella descrizione dell'esecuzione si trovano molti termini tecnici che spiego con l'aiuto del glossario del già citato http://digilander.libero.it/savonakendo/ anche se 2 di questi li avevo già incontrati e spiegati con parole mie...
to-ma: forma gergale contratta di tooi maai.
tooi maai: distanza lunga di combattimento, gli shinai non si incrociano, tra i sakigawa vi sono più di dieci centimetri
sakigawa: puntale di pelle dello shinai.
kakarite: colui che esegue un esercizio.
okuri-ashi: movimento dei piedi utilizzato nelle tecniche di kendo, consiste nello spostare i piedi mantenendone la posizione relativa inalterata, con il destro avanti ed il sinistro dietro con la punta all'altezza del tallone destro.
seme: minacciare in avanti, esercitare pressione sull'avversario.
issoku-itto-no-maai: letteralmente: distanza di un passo e un colpo (o una spada); distanza normale tra due combattenti, gli shinai si incrociano all'altezza del sakigawa; è anche da intendere come distanza giusta (vedi jubun), quella che deve essere sempre mantenuta durante l'esecuzione dei kata e negli esercizi di studio delle tecniche. In pratica è la distanza che consente l'esecuzione di un attacco con un unico passo
sho-men: colpo portato al men centralmente o anche parte centrale superiore del men
motodachi: colui che assume il ruolo di istruttore durante jigeiko, kakarigeiko, kihongeiko, ecc.; è idoneo ad assolvere al ruolo di motodachi chi è in grado di portare e ricevere correttamente le tecniche.
yoko-men: fendente laterale al men, vedi migi men ed hidari men.
migi men: colpo portato al lato destro del men dell'avversario
hidari men: colpo portato al lato sinistro del men dell'avversario
zanshin: stato di attenzione, di allerta, che va mantenuto dopo aver portato un colpo all'avversario.
Sulle virtù del KiriKaeshi rubo di nuovo la conoscenza dall'oracolo di internet e trovando questo interessante post di un forum ( http://muganokai.forumattivo.com/t152-le-virtu-del-kirikaeshi ) lo copio e incollo interamente (sperando, anche in questo caso come in tutti gli altri casi, che l'autore si sent, da questo gesto, omaggiato più che defraudato):
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L'importanza del Kirikaeshi è stata sottolineata da Menegatti sensei durante la sua recente visita e da un interessante post su KWF.
Questo esercizio, fondamentale per i kenshi di qualsiasi livello, racchiude in se la maggior parte degli elementi necessari per sviluppare un buon kendo.
Più precisamente, pescando dalle nozioni indicate su diversi testi si hanno:
Le dieci virtù che il Kirikaeshi sviluppa nell'attaccante:
1. Rende i suoi waza netti e fluidi.
2. Rafforza la potenza dei tagli.
3. Migliora il fiato e la resistenza.
4. Rende il movimento delle braccia flessibile.
5. Rende il movimento del corpo agile e leggero.
6. Gli consente di utilizzare lo shinai liberamente.
7. Dona una postura ben bilanciata e centrata a livello della vita, questo a sua volta
può portare ad un incremento della tranquilità mentale.
8. Migliora l'osservazione dell'avversario.
9. Insegna la corretta distanza (ma-ai) per colpire l'avversario.
10. Rende l'impugnatura salda ma flessibile.
Le otto virtù che il Kirikaeshi sviluppa in chi riceve:
1. Mantiene la sua mente serena.
2. Migliora l'osservazione dell'avversario.
3. Contribuisce a far imparare lo stile dell'avversario e il modo con cui porta i colpi.
4. Rende l'impugnatura salda ma flessibile.
5. Rende il movimento del corpo libero e flessibile.
6. Rende abili nel ricevere i colpi.
7. Rafforza le braccia.
8. Rafforza il corpo.
A questo punto vale la pena segnalare i più comuni errori effettuati durante il kirikaeshi:
1- La mano sinistra si sposta dalla linea centrale.
2-I tagli mancano di estensione (entrambe le braccia dovrebbere essere ben stese in
avanti).
3- Nei tagli prevale la mano destra (nel caricamento/taglio la punta della spada punta verso destra e/o il gomito sinistro è piegato).
4- I colpi non sono caricati sufficientemente (ci si limita a caricare muovendo le mani
davanti al viso anzichè sopra la fronte).
5- I tagli ed il movimento/chiusura dei piedi/anche non sono coordinati.
6- I tagli non hanno zanshin, ovvero la punta dello shinai rimbalza sul Men anzichè
restare sul bersaglio per un istante prima di ripartire.
7- La serie di Yoko Men è portata con fretta come se fosse una serie ininterrotta di
nove tagli anzichè una sequenza di nove ippon distinti.
Il link al post su KWF:
http://www.kendo-world.com/forum/showthread.php?t=21266
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